Ciao Maestra!
Oggi voglio proporti un laboratorio pratico per affrontare il Giorno della Memoria in classe.
Senza spiegazioni complicate, useremo la metafora dei fiori per insegnare ai bambini il valore del ricordo e della protezione dell’altro.
Ogni anno, quando si avvicina il 27 gennaio, molte insegnanti si trovano davanti alla stessa difficoltà: come affrontare un tema così grande e doloroso con i bambini piccoli, senza spaventarli ma senza rischiare di essere superficiali?
Non è facile. E soprattutto, non deve diventare una lezione frontale. Con i bambini dell’infanzia e della primaria, la strada più sicura e più efficace è la metafora.
🌹 La memoria è un gesto, non una nozione
I bambini piccoli comprendono il mondo attraverso immagini e simboli. Una metafora protegge la loro sensibilità, ma lascia spazio al pensiero.
Permette di parlare di esclusione e responsabilità senza nominare eventi che non sono ancora pronti a elaborare. Perché prima di capire la Storia, un bambino deve imparare a riconoscere una perdita.
🎨 Il laboratorio: Il Giardino che ricorda
Questo laboratorio è pensato per seguire la lettura della storia kamishibai “Dove sono finiti i fiori?”. L’idea trasforma i bambini in custodi della memoria attraverso tre momenti simbolici che vanno oltre il semplice disegno.
1. La domanda nel silenzio
Dopo aver letto la storia con il Kamishibai, mostra ai bambini la tavola del giardino “perfetto”: quello dove sono rimaste solo le margherite, tutte uguali.

Poi chiedi: “Secondo voi, questo giardino tutto uguale è felice? Si ricorda com’era prima o ha dimenticato tutto?”. Lascia che il silenzio faccia il suo lavoro: la memoria inizia sentendo che manca qualcosa.
2. Il rito dell’Identità: il Passaporto del Fiore
Spiega ai bambini che il Giardiniere non voleva solo togliere i fiori, voleva che tutti si dimenticassero della loro esistenza. Per questo, ogni bambino deve “adottare” un fiore scomparso e restituirgli un’identità ufficiale.

Fai realizzare ai bambini il Passaporto del Mio Fiore. Non è un semplice esercizio di compilazione, ma un atto di riconoscimento. Ogni documento deve contenere tre elementi fondamentali:
- ✅ Nome del Fiore: Non un nome generico, ma un nome proprio (es. La Margherita “Diana”) per ricordare che ogni individuo è unico.
- ✅ Talento Speciale: Cosa sapeva fare quel fiore prima di sparire? (es. “Sapeva rendere allegri i bambini” o “Sapeva ballare col vento”). Restituiamo al fiore la sua bellezza interiore.
- ✅ Il Difensore: Qui il bambino firma con il proprio nome. Diventare “Difensore” significa prendersi l’impegno ufficiale di non dimenticare.
👉 Clicca e scarica l’immagine del passaporto da far completare ai bambini
3. Il gesto della Protezione
Una volta creato l’identikit e ritagliato il fiore, il bambino compie un gesto di cura concreto. Non si limita a incollarlo, ma dichiara di esserne lo scudo contro l’oblio.
- Sul quaderno (lavoro individuale): Il bambino può creare una “cornice di protezione” o incollare una piccola taschina di carta per custodire il fiore e il suo passaporto al sicuro.
- Sul cartellone (lavoro collettivo): Il fiore viene riportato nel giardino spoglio. Incollandolo, il bambino può dedicargli una frase di cura, ad esempio: “Adesso ci sono io, non ti perderai più”.

Solo alla fine, quando il giardino è di nuovo popolato da colori, nomi e storie diverse grazie all’intervento dei piccoli “difensori”, i bambini possono comprendere il vero senso di ciò che hanno fatto:
“Un giardino vive felice solo se è diverso.”
🛡️ Perché questo approccio funziona
Non si spiega la Shoah con date e numeri, ma si prepara il terreno dell’empatia. I bambini non sono spettatori passivi di una tragedia del passato, ma diventano i protagonisti di una rinascita presente. Imparano che ricordare non è solo guardare indietro, ma prendersi cura attivamente di ciò che rischiava di sparire.

👑 Porta questa magia nella tua classe
Se senti che questa narrazione può aiutare la tua classe ad attraversare il Giorno della Memoria con cura e senso, qui trovi la storia completa con le tavole per il Kamishibai:
👉 Scopri la storia “Dove sono finiti i fiori?”

Fallo anche tu in classe: come pensi di far rinascere il tuo Giardino della Memoria quest’anno?



