Giorno della Memoria e bambini: una storia Kamishibai sui fiori
Affrontare il Giorno della Memoria con i bambini piccoli richiede parole, immagini e attività adeguate all’età.
Una storia Kamishibai come Dove sono finiti i fiori? può offrire un primo spazio narrativo per parlare di ricordo, perdita, identità e cura dell’altro attraverso la metafora di un giardino.
La metafora non sostituisce la conoscenza storica della Shoah, ma può accompagnare i bambini più piccoli in un primo percorso di sensibilizzazione, sempre con la mediazione attenta dell’adulto.
In breve: questa proposta unisce una lettura Kamishibai e un’attività creativa per avvicinare i bambini al tema del ricordo attraverso fiori, nomi, colori e gesti di cura.
Prima di proporla, considera sempre l’età dei bambini, la sensibilità del gruppo e il contesto educativo.

Il Giorno della Memoria con i bambini piccoli
Ogni anno, il 27 gennaio, la scuola è chiamata a costruire occasioni di conoscenza e riflessione sulla Shoah e sulle persecuzioni.
Con i bambini più piccoli, però, è necessario scegliere con attenzione linguaggio, immagini, durata e modalità di racconto.
Una lettura destinata all’infanzia non deve presentare immagini disturbanti né trasformarsi in una spiegazione storica sproporzionata rispetto all’età. Può invece introdurre parole importanti come:
- ricordare;
- avere un nome e una storia;
- rispettare ogni persona;
- proteggere chi è più fragile;
- non restare indifferenti davanti all’ingiustizia.
Il compito dell’adulto è accompagnare il racconto senza forzare domande, emozioni o confessioni personali.
Dove sono finiti i fiori?
La storia Kamishibai Dove sono finiti i fiori? accompagna i bambini dentro un giardino che, a un certo punto, non è più quello di prima.
Sono rimaste soltanto margherite uguali. Gli altri fiori sembrano scomparsi e il giardino ha perso colori, nomi e differenze.
Attraverso la narrazione, i bambini possono osservare ciò che manca e interrogarsi sul valore di ricordare ogni fiore.
La storia diventa così il punto di partenza per un’attività dedicata all’identità, al ricordo e alla protezione dell’altro.
Il laboratorio: il Giardino che ricorda
Dopo la lettura puoi proporre un’attività creativa ispirata alla storia. Il percorso si sviluppa attraverso tre momenti: osservare ciò che manca, restituire un’identità ai fiori e ricostruire insieme il giardino.
1. La domanda nel silenzio
Dopo aver raccontato la storia, mostra la tavola del giardino in cui sono rimaste soltanto margherite tutte uguali.

Puoi chiedere:
“Secondo voi, che cosa manca in questo giardino?”
Non è necessario riempire subito il silenzio. Lascia ai bambini il tempo di osservare, pensare e formulare le proprie risposte.
2. Il Passaporto del Fiore
Ogni bambino può scegliere o inventare un fiore scomparso e restituirgli un’identità.

Il passaporto può contenere:
- Nome del fiore: un nome proprio che lo renda unico.
- Caratteristica o talento: qualcosa che il fiore sa fare o che lo rende speciale.
- Nome del custode: il bambino che si impegna a ricordarlo e proteggerne la storia.
Scarica il modello del Passaporto del Fiore
3. Il gesto della protezione
Dopo aver creato il fiore, ogni bambino può inserirlo in un cartellone comune o conservarlo in una piccola tasca di carta.
- Lavoro individuale: costruire una cornice o una tasca per custodire il fiore e il suo passaporto.
- Lavoro collettivo: riportare tutti i fiori nel giardino e aggiungere una frase di cura.

“Adesso ci sono io: non ti perderai più.”
Il Giardino della Memoria
Quando il giardino torna a essere popolato da colori, nomi e storie diverse, puoi mostrare l’immagine conclusiva.
“Un giardino vive anche grazie alla sua diversità.”
Una proposta da adattare con attenzione
Una storia metaforica può essere un modo delicato per introdurre il tema del ricordo con i bambini più piccoli, ma non esiste una proposta valida nello stesso modo per ogni gruppo.
L’adulto deve valutare:
- l’età dei bambini;
- la sensibilità individuale e del gruppo;
- il momento dell’anno e il contesto;
- le domande che i bambini stanno realmente ponendo;
- la possibilità di proseguire il percorso con informazioni storiche adeguate all’età.
Il racconto non deve suscitare paura né imporre un’emozione precisa. Può semplicemente aprire uno spazio per ricordare e prendersi cura delle parole.
Porta questa storia nella tua classe
Se questa proposta è adatta al tuo gruppo, puoi scoprire la storia completa Dove sono finiti i fiori? con le tavole per il Kamishibai.
Scopri Dove sono finiti i fiori?

Ricordare può cominciare da un fiore
Con i bambini piccoli, il Giorno della Memoria può iniziare da un’immagine semplice: un fiore che manca, un nome da ricordare, un giardino da ricostruire.
Attraverso il Kamishibai, la storia diventa un’esperienza di ascolto e il laboratorio offre ai bambini un gesto concreto di cura.
Una storia per coltivare la memoria
Scopri la storia Kamishibai StravagArte e accompagna i bambini in un percorso fatto di immagini, ricordo, identità e cura.

