Circle Time a scuola: attività sulle emozioni con il Kamishibai
Il Circle Time sulle emozioni è un momento strutturato in cui i bambini possono ascoltarsi, rispettare i turni e trovare parole per raccontare ciò che provano.
Il Kamishibai può aiutare ad avviare il dialogo attraverso una storia condivisa, offrendo al gruppo personaggi, immagini e situazioni da osservare insieme.
In questo modo un tema astratto, come la rabbia, la paura o il sentirsi esclusi, può partire da una scena concreta e diventare più facile da raccontare.
In breve: per organizzare un Circle Time efficace puoi stabilire una regola di ascolto, usare un oggetto per i turni e introdurre il tema con una storia Kamishibai.
L’obiettivo non è obbligare tutti a parlare, ma creare diverse possibilità di partecipazione.

Che cos’è il Circle Time?
Il Circle Time, o tempo del cerchio, è un momento in cui il gruppo si dispone in cerchio per ascoltare, parlare e condividere pensieri ed esperienze.
La disposizione circolare rende più semplice guardarsi e riconoscere la presenza degli altri. Per funzionare, però, il Circle Time ha bisogno di una struttura chiara e di regole comprensibili.
- si parla uno alla volta;
- si ascolta chi sta parlando;
- si può scegliere se parlare o ascoltare;
- si rispettano pensieri ed emozioni diverse.
A che cosa può servire il Circle Time?
Un Circle Time può offrire al gruppo un tempo dedicato all’ascolto e alla comunicazione.
- aiutare i bambini a rispettare i turni;
- dare un nome alle emozioni;
- ascoltare punti di vista diversi;
- riflettere su un episodio accaduto nel gruppo;
- avviare un’attività narrativa o creativa.
Il Circle Time non deve diventare una lunga discussione obbligatoria. La durata e il livello di approfondimento vanno adattati all’età e al momento vissuto dalla classe.
3 attività per un Circle Time sulle emozioni
1. L’oggetto del turno
Scegli un oggetto semplice, come una palla morbida, un pupazzo o un elemento legato alla storia. Soltanto chi tiene l’oggetto può parlare; gli altri ascoltano.
Questa regola aiuta a rendere visibile il turno e permette ai bambini di capire quando è il momento di intervenire.
Lo provo domani: accompagna il passaggio dell’oggetto con una frase semplice: “Ora ascoltiamo chi ha la parola”.
2. La mappa delle emozioni
Prepara alcune immagini o parole che rappresentino emozioni diverse, come gioia, paura, rabbia, tristezza, calma e sorpresa.
Ogni bambino può indicare l’immagine che più si avvicina a come si sente. Non è necessario chiedere subito una spiegazione: anche scegliere e osservare sono forme di partecipazione.
Attenzione: la mappa non serve a stabilire quale emozione sia giusta o sbagliata. Serve a riconoscere che possono esistere stati d’animo diversi nello stesso momento.
3. La storia Kamishibai come innesco narrativo
Una storia Kamishibai può introdurre un tema complesso senza rivolgere subito la domanda direttamente ai bambini.
Invece di chiedere “Parliamo della rabbia?” o “Perché qualcuno si sente escluso?”, puoi raccontare una storia e osservare che cosa accade ai personaggi.
Dopo la narrazione, la conversazione può partire da domande concrete: “Che cosa provava il personaggio?”, “Che cosa avrebbe potuto aiutarlo?”, “Qualcuno ha notato qualcosa di simile nella storia?”.
Perché usare il Kamishibai durante il Circle Time?
Il Kamishibai offre al gruppo un’immagine comune da osservare. Tutti possono guardare la stessa scena e riferirsi agli stessi personaggi e alle stesse azioni.
- Punto visivo condiviso: la tavola resta visibile mentre si parla.
- Distanza protettiva: si può parlare dei personaggi prima di parlare di sé.
- Ritmo: le tavole aiutano a dare una sequenza al racconto.
- Partecipazione: si può intervenire con parole, gesti, indicazioni o ascolto.
- Continuità: la storia può essere ripresa anche nei giorni successivi.
La storia non sostituisce il dialogo: lo rende più concreto e offre al gruppo un luogo comune da cui partire.
Un esempio: parlare di sentirsi fuori posto
La storia Il Topo di Qui e il Topo di Là può essere utilizzata come punto di partenza per parlare di incontro, differenze e appartenenza.

Dopo la lettura puoi chiedere che cosa provava il Topo di Qui quando è arrivato in città, che cosa provava il Topo di Là e come i due personaggi hanno trovato un modo per incontrarsi.
La conversazione parte dalla storia, ma può eventualmente collegarsi alle esperienze del gruppo senza obbligare nessuno a raccontare qualcosa di personale.
Un Circle Time non obbliga tutti a parlare
Un momento di ascolto è più accogliente quando prevede modi diversi di partecipare.
- parlare quando arriva il proprio turno;
- indicare un’immagine;
- scegliere un’emozione;
- fare un gesto;
- ascoltare gli altri;
- restare in silenzio e seguire la storia.
L’adulto può osservare il gruppo e adattare durata, domande e modalità di partecipazione alle esigenze del momento.
Una struttura semplice per iniziare
- Prepara lo spazio e disponi il gruppo in cerchio.
- Ricorda la regola dell’ascolto e del turno.
- Presenta una storia o un’immagine.
- Racconta con il Kamishibai, lasciando alcune pause.
- Proponi una domanda concreta sui personaggi.
- Concludi raccogliendo una parola, un gesto o un’immagine.
Non è necessario affrontare molti temi nello stesso incontro. Una storia e una buona domanda possono essere sufficienti.
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Il Circle Time comincia da uno spazio condiviso
Sedersi in cerchio non basta: il gruppo ha bisogno di tempo, regole comprensibili e occasioni concrete per ascoltarsi.
Una storia Kamishibai può offrire proprio questo punto di partenza: una scena da guardare, un personaggio da seguire e una domanda da esplorare insieme.
Nel Metodo StravagArte, la narrazione non chiude il discorso: apre uno spazio nel quale i bambini possono osservare, pensare e trovare il proprio modo di partecipare.
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