7 storie Kamishibai StravagArte per lavorare sull’accoglienza a scuola
Quando si parla di accoglienza a scuola, non esiste una storia sola che vada bene per tutto.
C’è l’accoglienza del bambino nuovo, quella di chi si sente diverso, il gruppo che deve imparare a non lasciare fuori nessuno, la fila da costruire senza spingere e l’errore da attraversare senza trasformarlo in un’etichetta.
Una maestra, un’educatrice o una bibliotecaria non cerca sempre genericamente “una storia sull’accoglienza”. Spesso cerca una storia per un bisogno preciso.
Il Kamishibai aiuta proprio perché trasforma quel bisogno in una scena condivisa fatta di tavole, voce, attesa, personaggi, ritmo e partecipazione.
In breve: questa guida ti aiuta a scegliere tra 7 storie Kamishibai StravagArte per lavorare sull’accoglienza a scuola, al nido, in biblioteca e nei percorsi educativi.
Non è un laboratorio completo già pronto: è una mappa per orientarti e scegliere la storia più adatta al bisogno del tuo gruppo.

Prima domanda: che tipo di accoglienza ti serve?
Il modo migliore per scegliere una storia non è partire soltanto dal titolo, ma dal bisogno reale del gruppo.
Il gruppo deve conoscersi? Qualcuno resta fuori? Ci sono bambini che si sentono diversi o fuori posto? La fila è ancora difficile? Vuoi lavorare sull’errore, sulle scuse o sulla cura del creato?
| Bisogno educativo | Storia Kamishibai consigliata | Tema principale |
|---|---|---|
| Accogliere chi arriva da un mondo diverso | Il Topo di Qui e il Topo di Là | Differenze e mediazione |
| Non lasciare fuori nessuno | Le Tre Farfalle | Inclusione e solidarietà |
| Aiutare chi si sente fuori posto | Il Paese di Calzettonia | Unicità e appartenenza |
| Parlare di giudizio ed esclusione | Il Brutto Anatroccolo | Autostima e riconoscimento |
| Costruire regole e turni | Formiche in Fila | Collaborazione e routine |
| Lavorare su errore e riparazione | Riccioli d’Oro e i Tre Orsi | Rispetto e scuse |
| Raccontare cura e accoglienza universale | L’Arca di Noè | Creato e cura della vita |
1. Il Topo di Qui e il Topo di Là: per chi arriva da un mondo diverso

Il Topo di Qui e il Topo di Là – Una Storia a Metà Strada è adatta quando vuoi parlare di accoglienza come incontro.
La storia non presenta un mondo come migliore dell’altro. Mostra invece la possibilità di costruire uno spazio nuovo, nel quale mondi diversi possano incontrarsi.
È utile per i primi giorni di scuola, per l’arrivo di bambini nuovi e per percorsi su differenze, ascolto e appartenenza.
Lo provo domani
“Che cosa possiamo mettere in un posto a metà strada, dove tutti riescano a stare bene?”
2. Le Tre Farfalle: per non lasciare fuori nessuno

Le Tre Farfalle e il Giardino dell’Accoglienza è una storia per parlare di inclusione, amicizia e solidarietà.
Tre farfalle diverse cercano riparo. Alcuni fiori accolgono soltanto chi somiglia a loro, ma le farfalle scelgono di non separarsi.
È una storia adatta per riflettere sul significato dell’accoglienza e sul fatto che nessuno dovrebbe essere lasciato fuori.
Accogliere soltanto chi ci somiglia non è vera accoglienza.
3. Il Paese di Calzettonia: per chi si sente spaiato

Il Paese di Calzettonia è una storia colorata per parlare di unicità, differenze e appartenenza.
Un calzino spaiato diventa un’immagine immediata per raccontare la sensazione di essere fuori posto o di non sentirsi uguali agli altri.
È adatta per percorsi sull’autostima, sull’inclusione, sulla Giornata dei Calzini Spaiati e sul valore delle differenze.
Lo provo domani
“Che cosa rende speciale un calzino che non ha il suo paio?”
4. Il Brutto Anatroccolo: per parlare di giudizio e autostima

Il Brutto Anatroccolo aiuta a parlare della paura di essere giudicati o considerati sbagliati.
Nel percorso sull’accoglienza, la fiaba permette di riflettere sulle parole che feriscono, sullo sguardo degli altri e sulla possibilità di essere riconosciuti.
Il valore di una persona non dipende dal giudizio degli altri.
Per sentirsi a casa non serve somigliarsi. Serve essere visti, accolti e riconosciuti.
5. Formiche in Fila: per costruire regole e turni

Formiche in Fila è adatta quando l’accoglienza deve entrare nella vita quotidiana del gruppo.
La fila permette di parlare di attesa, turni, ordine, collaborazione e rispetto del posto di ciascuno.
Con le formiche, una routine quotidiana diventa una storia visiva e ritmata, senza trasformarsi in una semplice lezione sulle regole.
La fila non serve soltanto a stare fermi: serve a non perdere nessuno.
6. Riccioli d’Oro e i Tre Orsi: per accogliere dopo l’errore

Riccioli d’Oro e i Tre Orsi permette di lavorare su ciò che succede dopo un errore.
Riccioli entra in una casa che non è sua, usa oggetti e spazi senza chiedere e supera alcuni confini. La storia apre così una conversazione sul rispetto, sulle scuse e sulla riparazione.
È adatta per parlare di convivenza, piccoli conflitti e possibilità di ricostruire una relazione.
Lo provo domani
“Che cosa può aiutare Riccioli e gli orsi a stare di nuovo bene nella stessa casa?”
7. L’Arca di Noè: per dire che ogni creatura conta

L’Arca di Noè porta l’accoglienza in una dimensione simbolica e luminosa.
Sull’Arca salgono animali diversi: grandi e piccoli, lenti e veloci, rumorosi e silenziosi. La storia permette di parlare di cura della vita, protezione e posto per tutti.
È particolarmente adatta ai percorsi di IRC e catechismo, oltre che alle attività dedicate al creato, agli animali e alla convivenza.
Sull’Arca c’è posto per ogni creatura.
Come scegliere la storia giusta
Davanti a tante storie, la scelta più semplice è partire dal bisogno reale del gruppo.
Il gruppo deve conoscersi?
Scegli Il Topo di Qui e il Topo di Là o Le Tre Farfalle.
Qualcuno si sente fuori posto?
Scegli Calzettonia o Il Brutto Anatroccolo.
Le routine sono difficili?
Scegli Formiche in Fila.
Vuoi parlare di errore o cura?
Scegli Riccioli d’Oro oppure L’Arca di Noè.
Perché scegliere una storia Kamishibai?
Una storia può lasciare nel gruppo un’immagine, una frase o un personaggio da richiamare anche nei giorni successivi.
Il Kamishibai trasforma il bisogno educativo in un’esperienza fatta di tavole, voce, ascolto e relazione.
L’accoglienza non è una singola attività da svolgere e concludere: è un filo da tenere vivo nella quotidianità del gruppo.
Scegli la storia Kamishibai più adatta al tuo gruppo
Parti dal bisogno: bambino nuovo, inclusione, diversità, regole, errore o cura del creato. Poi lascia che la storia apra uno spazio di ascolto e partecipazione.
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