Metodo StravagArte: come raccontare davvero con il Kamishibai

Raccontare è parlare con qualcuno.

È da qui che nasce il Metodo StravagArte.

Apri il teatrino. Mostri la prima tavola. Davanti a te ci sono bambini che guardano, aspettano, ridono, si sorprendono.
E mentre racconti succede qualcosa: la loro reazione torna a te e cambia il modo in cui continui.

È questo il cuore del kamishibai per StravagArte:
una storia che prende vita tra chi racconta e chi ascolta.

In breve: il Metodo StravagArte unisce voce, sguardo, ritmo, pause, immagini, tavole e partecipazione per trasformare il racconto in un incontro vivo.

Per chi: insegnanti, educatori, bibliotecari, genitori e chiunque desideri raccontare con il kamishibai in modo più libero, coinvolgente e consapevole.

Narratore che racconta con il kamishibai a un gruppo di bambini secondo il Metodo StravagArte

Raccontare con il kamishibai significa creare relazione tra voce, immagini e pubblico.

Il cuore del Metodo: dall’altra parte del teatrino c’è qualcuno

Tu conosci già la storia. Il bambino no.

Lui aspetta la tavola successiva, prova a immaginare cosa succederà, ride prima che tu abbia finito la frase, resta incantato davanti a un’immagine.
Tu lo vedi e rispondi: aspetti un secondo, rallenti, lasci spazio alla risata, abbassi la voce.

Così il racconto diventa un circuito vivo:
narratore → storia → pubblico → narratore.

Il bambino è l’altra metà dell’atto narrativo.

Gli elementi del Metodo StravagArte

Raccontare bene significa sapere quali strumenti abbiamo e usarli quando servono alla storia.

Relazione

Guardare chi abbiamo davanti e raccontare proprio a quelle persone, in quel momento.

Presenza

Corpo, postura e gesto preparano la storia ancora prima della prima parola.

Sguardo

Guardare i bambini permette di parlare con loro e, nello stesso tempo, di ascoltarli.

Voce

Volume, velocità, respiro e intenzione fanno cambiare energia alle parole.

Ritmo e pausa

Accelerare, rallentare e aspettare crea curiosità, comicità, suspense e meraviglia.

Immagine

Una tavola può parlare anche prima delle parole. A volte basta lasciarla arrivare.

Cambio della tavola

Ogni nuova immagine può aprire un momento di attesa, scoperta o sorpresa.

Partecipazione

Una parola, un gesto, una risata, una previsione o un silenzio pieno di attenzione fanno parte del racconto.

Nel Metodo StravagArte voce, sguardo, ritmo, pause e tavole lavorano insieme per far vivere la storia.

Narratrice che mostra una tavola kamishibai ai bambini durante il racconto

Nel kamishibai ogni nuova tavola apre un momento di attesa, scoperta e relazione con il pubblico.

Prima di aprire il teatrino

Più conosci la storia, più sei libero di guardare chi hai davanti.

Leggila ad alta voce. Guarda bene tutte le tavole. Cerca i momenti in cui cambia qualcosa: un arrivo, una sorpresa, una battuta, una paura, un gesto tenero.

Sono proprio quei punti a suggerirti quando rallentare, aspettare o lasciare spazio all’immagine.
Conoscere la strada conta più che imparare ogni parola a memoria.


La storia comincia prima della prima frase

Porti il teatrino davanti ai bambini. Apri le ante. Sistemi le tavole.

Per qualche secondo nessuno parla, ma qualcosa è già successo:
l’attesa è cominciata.

Uno sguardo, un piccolo silenzio, il modo in cui appare la prima immagine possono già dire:
“Venite, stiamo entrando in una storia.”

Raccontare significa anche ascoltare la stanza

Se i bambini ridono, lascia vivere quella risata.

Se stanno guardando una tavola in silenzio, forse quella tavola merita ancora qualche secondo.

Se l’energia cala, cambia ritmo. Se arriva un commento spontaneo, accoglilo e poi torna alla storia.
Il pubblico ti parla continuamente, anche senza parole.

Partecipare può voler dire tante cose

Un bambino può rispondere. Ripetere una frase. Fare un gesto. Inventare un suono. Provare a indovinare cosa comparirà dopo.

Oppure può restare immobile, completamente dentro alla storia.
Anche quello è partecipare.

Per emozionare bisogna essere disposti a emozionarsi

Se una scena ti diverte davvero, si sente.
Se ti sorprende, si sente.
Se ti intenerisce, cambia qualcosa nella tua voce.

Emozione significa risata, curiosità, tenerezza, stupore, suspense, sollievo, meraviglia.
È il momento in cui la storia smette di essere soltanto parole e comincia a passare da una persona all’altra.

Schema degli elementi del Metodo StravagArte per raccontare con il kamishibai

Voce, immagini e presenza trasformano il kamishibai in un’esperienza condivisa di racconto ed emozione.

Storie nate per essere raccontate

Questo modo di raccontare cambia anche il modo di scrivere.

Quando nasce una storia StravagArte pensiamo fin dall’inizio a ciò che vedrà il bambino, a ciò che apparirà nella tavola successiva, al suono delle parole dette ad alta voce, al punto in cui nascerà l’attesa.

Testo, immagini e successione delle tavole vengono progettati pensando a ciò che accadrà tra narratore, tavola e pubblico.

Le storie StravagArte nascono pensando fin dall’inizio a ciò che accade tra narratore, tavola e pubblico.

Un Metodo che cresce insieme ai bambini

Lo stesso principio può vivere al nido, alla scuola dell’infanzia, alla primaria, in biblioteca o in famiglia.
Cambiano i tempi, il linguaggio e il tipo di partecipazione. Il cuore rimane.

Con i più piccoli

Immagini, voce, ripetizione, ritmo e attesa diventano il cuore dell’esperienza.

Con i più grandi

Crescono suspense, dialogo, interpretazione e possibilità di entrare nella storia.

A scuola

Da una storia possono nascere parole, attività, laboratori, domande e nuovi apprendimenti.

RACCONTO → ESPERIENZA → RIELABORAZIONE → APPRENDIMENTO

Prima vive la storia. Da ciò che è successo possono poi nascere tutte le altre possibilità.

Trova il tuo modo di raccontare

Ogni narratore ha una voce diversa. Un’energia diversa. Un modo personale di stare davanti ai bambini.

Il Metodo StravagArte offre strumenti da conoscere, provare e fare propri.

Quando la tecnica diventa naturale, rimane ciò che conta davvero:
una storia, qualcuno che desidera raccontarla e qualcuno che desidera ascoltarla.

Raccontare è parlare con qualcuno.

Ed è proprio lì, nello spazio tra chi racconta e chi ascolta, che una storia comincia davvero a vivere.

Domande frequenti sul Metodo StravagArte

Che cos’è il Metodo StravagArte?

È un approccio alla narrazione kamishibai che mette insieme voce, sguardo, ritmo, pause, immagini, tavole e relazione con il pubblico.

Devo saper recitare?

Puoi partire esattamente da come sei. Il Metodo ti aiuta a usare con più consapevolezza voce, sguardo, ritmo e presenza.

Devo imparare il testo a memoria?

È più utile conoscere molto bene il percorso della storia. Così puoi alzare gli occhi dal testo e restare davvero con il pubblico.

Come coinvolgo i bambini?

Attraverso sguardo, attesa, ripetizioni, suoni, gesti, previsioni e momenti in cui la storia invita naturalmente a entrare.

Il Metodo StravagArte può essere usato a scuola?

Sì. Il racconto può diventare il punto di partenza per attività linguistiche, creative, emotive, inclusive e interdisciplinari.


Continua il percorso

Il Metodo è il punto di partenza. Da qui puoi entrare più a fondo nella tecnica oppure scegliere una storia già pensata per questo modo di raccontare.

Come raccontare con il Kamishibai

La grande guida pratica dedicata a voce, ritmo, sguardo, tavole, attenzione e pubblico.

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